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Castello di Montegridolfo

Ritorno alle origini

Un borgo medievale che, durante i secoli, ha vissuto un travagliato destino di contesa a causa della sua posizione strategica al confine tra Romagna e Marche.

Il Castello di Montegridolfo si erge su quella linea che all’epoca delimitava i possedimenti delle casate dei Malatesta di Rimini e dei Montefeltro signori della vicina Urbino.

Gli albori della costruzione del Castello vengono fatti risalire al XIII secolo quando la località venne scelta a dimora della nobile famiglia dei Gridolfi. All’interno della Valle del Fiume Conca, in quest’epoca, le due casate si contendevano il possesso dei territori.

Montegridolfo attraversa tre secoli di saccheggi e alterni domini. Un esempio emblematico di queste scorribande si ha quando Nolfo, Conte di Urbino distrusse interamente il Borgo nel 1336.

La ricostruzione fu ad opera del patriarca Galeotto dei Malatesta, nell’anno successivo. La quiete giunse solo nel XVI secolo, da quando cioè il possesso del maniero e del borgo ritornò stabilmente nelle mani della famiglia Malatestiana.
Un’opera complessa durata circa sei anni e voluta da un gruppo di imprenditori locali: Massimo ed Alberta Ferretti del gruppo Aeffe, Vittorio Livi, Fiam Italia, mossi e motivati dal comune amore per la propria terra di origine, riporta il Castello e il Borgo circostante ad una moderna dimensione che non tralascia la cura per le antiche armonie.

Con la preziosa collaborazione del Comune di Montegridolfo e dell’Ente Regione Emilia-Romagna, il 24 giugno 1994 il Castello di Montegridolfo ha riaperto la sua porta, anzi la sua “Torre dell'Orologio” che sovrasta l’ingresso del borgo, ancora la stessa costruita dai Malatesta nel 1338.

L’altro elemento rimasto assolutamente intatto ed originale sono le solide mura di cinta. Per l’opera di restauro sono state adoperate scrupolosità e finezza pressoché filologiche, per i grandi interventi strutturali come per i particolari architettonici e di arredo, una cura estrema.