Un castellomolte vite
Oggi Palazzo Viviani e il Castello di Montegridolfo accolgono viaggiatori da tutto il mondo, custodi di un passato che si riflette nel presente.
Tra mura intatte, scorci panoramici e ambienti rinascimentali, il borgo diffuso è un luogo dove storia e bellezza si fondono, offrendo esperienze uniche di pace e armonia.
La storia di Montegridolfo
dalle origini a oggi
Le origini di Montegridolfo si perdono nel tempo. Anticamente conosciuto come Monte Lauro, per i boschi di alloro che ne ricoprivano i colli, il borgo appare nei documenti già nel 1148, legato all’abbazia di San Pietro di Rimini. Già allora la sua posizione di confine lo rendeva terra ambita e contesa, crocevia di culture e potere.
Fu nel XIII secolo che il borgo prese il nome dai nobili Gridolfi, famiglia fiorentina rifugiatasi qui, che contribuì a fortificarlo e a dargli l’identità che ancora oggi lo caratterizza. In questi anni Montegridolfo visse al centro delle contese tra i Malatesta di Rimini e i Montefeltro di Urbino: battaglie, assedi e ricostruzioni ne hanno scolpito il profilo architettonico. Distrutto nel 1336, fu riedificato in soli tre anni da Malatesta il Guastafamiglia primogenito di Pandolfo, con mura in pietra e torrioni difensivi.
Nei secoli successivi, Montegridolfo conobbe il dominio di diversi signori: dai Malatesta al Valentino (Cesare Borgia) e infine allo Stato Pontificio. Nel Rinascimento il borgo, pur piccolo, custodiva lo stesso fascino e la stessa solidità che lo resero un tassello importante del sistema difensivo malatestiano, insieme a Gradara, Montefiore Conca e Mondaino.
La storia più recente ha consegnato a Montegridolfo una memoria drammatica: durante la Seconda Guerra Mondiale il borgo si trovò lungo la Linea Gotica, diventando teatro di scontri cruenti tra tedeschi e Alleati. Oggi quel passato rivive nel Museo della Linea dei Goti, che conserva i cimeli e le testimonianze del conflitto.
Dopo secoli di vicende, Montegridolfo ha conosciuto una nuova vita grazie a un restauro meticoloso voluto da imprenditori locali, tra cui Massimo e Alberta Ferretti e Vittorio Livi. Dal 1989 al 1994 il borgo è stato riportato alla sua armonia originaria, con interventi rispettosi della storia e della bellezza medievale.
Il 24 giugno 1994, con la riapertura della Torre dell’Orologio, Montegridolfo ha iniziato la sua seconda vita, diventando un gioiello di ospitalità e charme.
Testimoni di bellezza